Wednesday, April 15, 2015

Mi piacevano le parole di Adriano Parmigiani, scritte sull'introduzione del suo libro, la Ruota della creatività

In fondo, per recuperare il Sogno non basta vederlo, che già è un gran lavoro...
e non basta sfiorarlo, né intuirlo: 
non è neppure sufficiente raggiungerlo, infine, 
chè bisogna poi conformarcisi 
ed avere ancora a disposizione sufficiente energia per viverlo. 
E poi ancora per superarlo...

Quanta strada da fare, e pensare che molti di noi,  non arrivano mai a vedere il proprio personale Sogno
Che perdita per la nostra comune umanità

Friday, March 20, 2015

Considero il blog un pò come il diario, o quaderno di appunti, che mi divertivo a personalizzare durante gli anni della scuola media e durante le superiori. Mi piace postare qui tutte le frasi, le letture, le immagini, le attività, le buone pratiche, che hanno suscitato la mia attenzione e di cui vorrei mantenere memoria.
Ma mi piacerebbe, in futuro, usarlo anche come uno scrigno dove riporre le mie esperienze personali più significative.
Oggi, giornata dell'equinozio primaverile, ma anche giorno di eclissi, ho pensato di postare un estratto del libro "Educare alla vita" di Swami Kriyananda.
Mi piace moltissimo perchè è un pò il senso che guida la mia lettura della realtà. Forse mi sbaglio, ma questa storia mi sembra di averla già sentita, molto probabilmente durante il corso di Ecopsicologia con Marcella Danon.

Una storia narra di un uomo d'affari che, nel corso di un'importante riunione di lavoro, veniva continuamente interrotto dalla figlia di sette anni che reclamava la sua attenzione. L'uomo si guardò intorno e all'interno di una rivista notò una carta geografica del mondo. Strappò la pagina con la mappa, la tagliò in tanti pezzi e infine sfidò la bambina a ricomporla.
La piccola si mis esubito all'opera, ossrervando i pezzi colorati, pieni di linee e piccoli nomi scritti qua e la. Le sue conoscenze di geografia erano veramente limitate e si sentiva molto confusa. A un certo punto, casualmente, sul retro di quei fogliettini notà un naso, Allora girò un altro pezzettino e vide un dito. Un altro ancora e vide un occhio. Eccitata girò tutti i pezzi e vide che ognuno conteneva differenti parti del corpo umano. Fu molto facile per lei ricomporre la figura umana, dato che conosceva la collocazione di testa, busto, braccia e gambe. Unì in un battibaleno tutte le aprti, depose sopra la figura un grande foglio di giornale e infine girò l'immagine. La carta geografica del mondo era perfettamente ricomposta! Orgogliosa chiamò il padre e gli mostrò il puzzle completato. Il padre molto sorpreso le chiese come avesse fatto. La bimba le mostrò la figura umana nel restro dicendo: “E' stato molto facile papà, Vedi? Ho semplicemente messo a posto l'uomo e, automaticamente, anche il mondo è andato a posto!». Questa storia trasmette una verità profonda in modo ... 

Perchè ci tengo particolarmente? perchè sono passata dal voler fare qualcosa per l'ambiente, in quanto dottoressa in scienze ambientali, alla frustrazione e al senso di impotenza, alla scoperta di me stessa, alla comprensione di quanto lavorando sull'uomo, in primis su me stessa, sia possibile operare anche su altri livelli di complessità del sistema, che mi stanno a cuore, lasciandosi definitivamente indietro il senso di impotenza.

Friday, February 20, 2015


Il Calice e la Spada di Riane Eisler_ breve sunto

In questo suo interessante saggio l'autrice afferma che, sulla base delle più recenti scoperte archeologiche (riccamente documentate in bibliografia), l'epoca idilliaca, l'età dell'oro più volte citata da autori antichi quali Esiodo e Virgilio è veramente esistita.
Nel neolitico in Europa si trovavano civiltà socialmente progredite, che praticavano il culto della Dea, dispensatrice generosa di ogni bene. In queste società la donna rivestiva un ruolo fondamentale, anzi, era proprio perché alla donna veniva riconosciuto questo ruolo fondamentale che la società progrediva.
Le donne infatti intendono il potere loro attribuito come responsabilità della cura verso gli altri. Di qui il simbolo del Calice, della condivisione e della convivialità diffusa. Erano società molto fiorenti anche dal punto di vista artistico, che celebravano la vita e non avevano paura della morte, che veniva contestualizzata in un continuo ciclo di rinascite legato alla capacità di rigenerazione della Dea, Madre Terra. Queste società matrilineari erano dunque pacifiche, eque, paritarie, la ricchezza veniva distribuita e reinvestita per il benessere comune.
L'autrice afferma che la stessa economia fiorente basata sull'agricoltura e l'allevamento domestico traeva origine dalle doti della donna di prendersi cura e addomesticare.
Dai reperti risulta evidente che non v'era ingiustizia sociale, non si trovano tombe “regali” opulente e tombe misere di povera gente, la sacralità era diffusa, vi erano molti templi ma non magnificenti, e soprattutto la sacralità non era legata ad un “potere” temporale dispotico e opprimente.
Tra l'altro, sono rarissimi i ritrovamenti di sacrifici umani, mentre in Egitto, ad es, ma non solo, era uso, alla morte del Faraone, seppellire anche familiari e servitù.
I resti di questa civiltà sono stati rinvenuti a Catal youk, in Anatolia, e a Creta. Una delle archeologhe più importanti per questa ricerca è Maria Gimbutas.
Creta, proprio perchè protetta dal mare, è stata l'ultima a cedere il passo al nuovo ordine sociale. E' successo infatti che questa civiltà mutuale sia stata messa in ginocchio intorno al 3000 a.C da una serie di eventi concomitanti: da un lato una serie di fenomeni fisici, terremoti, maremoti, che hanno prostato la gente, dall'altro la pressione ai confini da parte di violenti popoli nomadi indoeuropei, che cercavano nuovi territori di conquista. Il fatto che la civiltà fosse pacifica e dunque non preparata al combattimento ha fatto si che si trovassero indifesi e impreparati.
Questa civiltà a carattere mutuale è caduta ed è stata sostituita da una civiltà a carattere dominatore, che faceva della brutalità e della virilità un valore. Si è così diffusa la società patriarcale e al culto della Dea è stato sostituito il culto di un Dio, spesso violento o capriccioso.
Con la sostituzione del culto anche i miti sono stati modificati o meglio mistificati ad arte, perchè la vecchia religione perdesse il suo fascino. Così gli animali cari alla Dea e al suo culto, il serpente e il Toro, sono stati associati al “male”, e la donna è stata sottomessa e considerata “peccatrice”.
Da questo punto di vista è rivelatrice la storia del peccato originale: Eva ha mangiato della mela dell'albero del bene del male, su suggerimento del serpente, incarnazione della Dea che la voleva libera e capace di discernimento, ed elargiva a tutti i frutti dell'albero della vita. Ma la libertà di pensiero e di discernimento nella nuova società fortemente maschilista erano un pericolo per il mantenimento dell'ordine precostituito, la donna doveva essere “piegata” e così la donna è stata giudicata “colpevole” e “peccatrice” da un Dio “Giudice”, molto comodo per il mantenimento del potere da parte di una classe maschile violenta e dispotica.
Altre divinità fmminili hanno perso il loro carattere “prodigo”, legato al tema della fertilità, e sono diventate “guerriere”, come Diana - Artemide, oppure relegate al ruolo di consorti dei nuovi dei più violenti e capricciosi, ad es Zeus, che spesso le umiliavano tradendole quando non addirittura stuprandole.
Anche nell'Antico Testamento della Bibbia si trova un Dio feroce, che, quando gli ebrei conquistavano un nuovo territorio, decretava la morte di migliaia di innocenti, vecchi, bambini e donne che non fossero “vergini”.
Da allora ad oggi l'evoluzione culturale della civiltà si è fermata, non ci sono stati sostanziali cambiamenti.
Il potere spirituale, ancora oggi, per molti territori ed in molte parti del mondo, è legato ad un potere temporale maschilista e dispotico.
Molte analisi sociologiche rivelano che il maschilismo, la violenza e il disprezzo nei confronti delle donne vanno di pari passo con la bellicosità, e che nei periodi in cui l'ideologia esalta le qualità più virili del “maschio” generalmente aumentano i conflitti e le guerre, anche a livello internazionale.
Di contro, i periodi storici in cui le donne acquistano una maggiore libertà e ruolo sociale, sono caratterizzati da un miglioramenteo generale del benessere sociale. 

A conclusione l'autrice afferma che in questo preciso momento storico di risveglio delle coscienze, in cui l'umanità rischia il collasso, sia per l'insostenibilità della pressione dell'uomo sul pianeta Terra, sia per l'escalation di violenza sia nella società che a livello internazionale, anche a causa della potenza disruttiva della tecnologia che è stata indirizzata solo al mantenimento del potere ex quo e non per la diffusione del benessere, l'unica possibilità è il ritorno ad una società ed una cultura che lei definisce “ginoica”, in cui si recuperino i valori del femminile, valori comunque rispettosi di un “maschile” complementare.
Per questo essa considera il “femminismo” come quel movimento che in sé comprende anche i valori del pacifismo, della giustizia sociale e dell'ambientalismo in quanto intrinseci alla natura umana della donna.
Secondo la Teoria del Caos, di Prigogine e Marturana, i sistemi viventi autorganizzatisi tendono generalmente a mantenere il loro equilibrio, ma ci sono particolari momenti nel corso della storia in cui l'evoluzione può essere imprevedibile. In questi momenti di instabilità generale un attrattore può fungere da punto di nucleazione e modificare completamente il corso della storia.
E' quello che è successo migliaia di anni fa quando si è passati da una cultura pacifica egualitaria ad una cultura bellicosa ed iniqua, è quello che potrebbe succedere anche oggi, con un processo inverso, che potrebbe garantire la nostra sopravvivenza nel Pianeta ed un periodo di futuro benessere diffuso.

http://thebestofhabibi.com/4-vol-12-no-4-fall-1993/marija-gimbutas/ 

Tuesday, December 23, 2014

Quante parole e quanti contenuti nello spazio tra 15 lettere e 4 righe.
verde”, “cuore”,”terra”, “ascolto”, “arte”, e poi, abbiamo scoperto solo in seguito, prima veniva il gioco di parole “cuore-terra”, la parola hearth “focolare domestico”, che mi piace moltissimo.
E ancora, le due lettere H, che ricordano il suono di una respirazione completa, inspiro ed espiro, ma sono aperte verso l'esterno, come a dire che il ciclo continua.
E poi quattro linee, una per ogni elemento: azzurra per l'acqua, marrone per la terra, rossa per il fuoco associato al cuore, di un azzurro diverso per l'aria.
L'acqua perché la vita viene dall'acqua, sia la prima forma di vita sulla terra sia la nostra di esseri umani parte dentro il liquido amniotico.

La terra, così generosa, che ci sostiene,
il cielo; che ci chiama ad innalzarci
il fuoco, che ci spinge a muoverci e ad amare.
E tra il cielo e la terra il divenire armonico ma sempre individuale delle forme viventi rappresentato dalla scritta in verde, il linguaggio è una creazione umana, e dalla quercia.
Acqua: emozioni
Terra:  corpo fisico
Aria e cielo:  pensiero
Fuoco: energia e spirito
e i viventi in verde.
E poi che bello avere le due parole ear, orecchio e art,arte racchiuse tra le parentesi delle H, come a dire che il cuore , il senso della nostra vita sta nell'ascolto di se stessi e degli altri e nella creatività, nella più profonda espressività di noi stessi.
Queste le ricette profonde che sento ci possono aiutare a tirarci fuori dal caos in cui ci siamo precipitati.
E il verde focolare domestico, lo spazio delle relazioni intime, dove trovano posto l'ascolto reciproco e si dà spazio alla creatività individuale, dove ci si sente accolti, protetti, coccolati, attorno al quale ci si può confrontare, discutere ma  anche suonare, ballare e cantare, raccontarsi storie e magari inventarne insieme una diversa per il nostro Pianeta

Un sorriso
Francesca