Friday, February 20, 2015


Il Calice e la Spada di Riane Eisler_ breve sunto

In questo suo interessante saggio l'autrice afferma che, sulla base delle più recenti scoperte archeologiche (riccamente documentate in bibliografia), l'epoca idilliaca, l'età dell'oro più volte citata da autori antichi quali Esiodo e Virgilio è veramente esistita.
Nel neolitico in Europa si trovavano civiltà socialmente progredite, che praticavano il culto della Dea, dispensatrice generosa di ogni bene. In queste società la donna rivestiva un ruolo fondamentale, anzi, era proprio perché alla donna veniva riconosciuto questo ruolo fondamentale che la società progrediva.
Le donne infatti intendono il potere loro attribuito come responsabilità della cura verso gli altri. Di qui il simbolo del Calice, della condivisione e della convivialità diffusa. Erano società molto fiorenti anche dal punto di vista artistico, che celebravano la vita e non avevano paura della morte, che veniva contestualizzata in un continuo ciclo di rinascite legato alla capacità di rigenerazione della Dea, Madre Terra. Queste società matrilineari erano dunque pacifiche, eque, paritarie, la ricchezza veniva distribuita e reinvestita per il benessere comune.
L'autrice afferma che la stessa economia fiorente basata sull'agricoltura e l'allevamento domestico traeva origine dalle doti della donna di prendersi cura e addomesticare.
Dai reperti risulta evidente che non v'era ingiustizia sociale, non si trovano tombe “regali” opulente e tombe misere di povera gente, la sacralità era diffusa, vi erano molti templi ma non magnificenti, e soprattutto la sacralità non era legata ad un “potere” temporale dispotico e opprimente.
Tra l'altro, sono rarissimi i ritrovamenti di sacrifici umani, mentre in Egitto, ad es, ma non solo, era uso, alla morte del Faraone, seppellire anche familiari e servitù.
I resti di questa civiltà sono stati rinvenuti a Catal youk, in Anatolia, e a Creta. Una delle archeologhe più importanti per questa ricerca è Maria Gimbutas.
Creta, proprio perchè protetta dal mare, è stata l'ultima a cedere il passo al nuovo ordine sociale. E' successo infatti che questa civiltà mutuale sia stata messa in ginocchio intorno al 3000 a.C da una serie di eventi concomitanti: da un lato una serie di fenomeni fisici, terremoti, maremoti, che hanno prostato la gente, dall'altro la pressione ai confini da parte di violenti popoli nomadi indoeuropei, che cercavano nuovi territori di conquista. Il fatto che la civiltà fosse pacifica e dunque non preparata al combattimento ha fatto si che si trovassero indifesi e impreparati.
Questa civiltà a carattere mutuale è caduta ed è stata sostituita da una civiltà a carattere dominatore, che faceva della brutalità e della virilità un valore. Si è così diffusa la società patriarcale e al culto della Dea è stato sostituito il culto di un Dio, spesso violento o capriccioso.
Con la sostituzione del culto anche i miti sono stati modificati o meglio mistificati ad arte, perchè la vecchia religione perdesse il suo fascino. Così gli animali cari alla Dea e al suo culto, il serpente e il Toro, sono stati associati al “male”, e la donna è stata sottomessa e considerata “peccatrice”.
Da questo punto di vista è rivelatrice la storia del peccato originale: Eva ha mangiato della mela dell'albero del bene del male, su suggerimento del serpente, incarnazione della Dea che la voleva libera e capace di discernimento, ed elargiva a tutti i frutti dell'albero della vita. Ma la libertà di pensiero e di discernimento nella nuova società fortemente maschilista erano un pericolo per il mantenimento dell'ordine precostituito, la donna doveva essere “piegata” e così la donna è stata giudicata “colpevole” e “peccatrice” da un Dio “Giudice”, molto comodo per il mantenimento del potere da parte di una classe maschile violenta e dispotica.
Altre divinità fmminili hanno perso il loro carattere “prodigo”, legato al tema della fertilità, e sono diventate “guerriere”, come Diana - Artemide, oppure relegate al ruolo di consorti dei nuovi dei più violenti e capricciosi, ad es Zeus, che spesso le umiliavano tradendole quando non addirittura stuprandole.
Anche nell'Antico Testamento della Bibbia si trova un Dio feroce, che, quando gli ebrei conquistavano un nuovo territorio, decretava la morte di migliaia di innocenti, vecchi, bambini e donne che non fossero “vergini”.
Da allora ad oggi l'evoluzione culturale della civiltà si è fermata, non ci sono stati sostanziali cambiamenti.
Il potere spirituale, ancora oggi, per molti territori ed in molte parti del mondo, è legato ad un potere temporale maschilista e dispotico.
Molte analisi sociologiche rivelano che il maschilismo, la violenza e il disprezzo nei confronti delle donne vanno di pari passo con la bellicosità, e che nei periodi in cui l'ideologia esalta le qualità più virili del “maschio” generalmente aumentano i conflitti e le guerre, anche a livello internazionale.
Di contro, i periodi storici in cui le donne acquistano una maggiore libertà e ruolo sociale, sono caratterizzati da un miglioramenteo generale del benessere sociale. 

A conclusione l'autrice afferma che in questo preciso momento storico di risveglio delle coscienze, in cui l'umanità rischia il collasso, sia per l'insostenibilità della pressione dell'uomo sul pianeta Terra, sia per l'escalation di violenza sia nella società che a livello internazionale, anche a causa della potenza disruttiva della tecnologia che è stata indirizzata solo al mantenimento del potere ex quo e non per la diffusione del benessere, l'unica possibilità è il ritorno ad una società ed una cultura che lei definisce “ginoica”, in cui si recuperino i valori del femminile, valori comunque rispettosi di un “maschile” complementare.
Per questo essa considera il “femminismo” come quel movimento che in sé comprende anche i valori del pacifismo, della giustizia sociale e dell'ambientalismo in quanto intrinseci alla natura umana della donna.
Secondo la Teoria del Caos, di Prigogine e Marturana, i sistemi viventi autorganizzatisi tendono generalmente a mantenere il loro equilibrio, ma ci sono particolari momenti nel corso della storia in cui l'evoluzione può essere imprevedibile. In questi momenti di instabilità generale un attrattore può fungere da punto di nucleazione e modificare completamente il corso della storia.
E' quello che è successo migliaia di anni fa quando si è passati da una cultura pacifica egualitaria ad una cultura bellicosa ed iniqua, è quello che potrebbe succedere anche oggi, con un processo inverso, che potrebbe garantire la nostra sopravvivenza nel Pianeta ed un periodo di futuro benessere diffuso.

http://thebestofhabibi.com/4-vol-12-no-4-fall-1993/marija-gimbutas/