Il Calice e la Spada di Riane
Eisler_ breve sunto
In questo suo
interessante saggio l'autrice afferma che, sulla base delle più
recenti scoperte archeologiche (riccamente documentate in
bibliografia), l'epoca idilliaca, l'età dell'oro più volte citata
da autori antichi quali Esiodo e Virgilio è veramente esistita.
Nel neolitico in Europa
si trovavano civiltà socialmente progredite, che praticavano il
culto della Dea, dispensatrice generosa di ogni bene. In queste
società la donna rivestiva un ruolo fondamentale, anzi, era proprio
perché alla donna veniva riconosciuto questo ruolo fondamentale che
la società progrediva.
Le donne infatti
intendono il potere loro attribuito come responsabilità della cura
verso gli altri. Di qui il simbolo del Calice, della condivisione
e della convivialità diffusa. Erano società molto fiorenti anche
dal punto di vista artistico, che celebravano la vita e non avevano
paura della morte, che veniva contestualizzata in un continuo ciclo
di rinascite legato alla capacità di rigenerazione della Dea, Madre
Terra. Queste società matrilineari erano dunque pacifiche, eque,
paritarie, la ricchezza veniva distribuita e reinvestita per il
benessere comune.
L'autrice afferma che la
stessa economia fiorente basata sull'agricoltura e l'allevamento
domestico traeva origine dalle doti della donna di prendersi cura e
addomesticare.
Dai reperti risulta
evidente che non v'era ingiustizia sociale, non si trovano tombe
“regali” opulente e tombe misere di povera gente, la sacralità
era diffusa, vi erano molti templi ma non magnificenti, e soprattutto
la sacralità non era legata ad un “potere” temporale dispotico e
opprimente.
Tra l'altro, sono
rarissimi i ritrovamenti di sacrifici umani, mentre in Egitto, ad es,
ma non solo, era uso, alla morte del Faraone, seppellire anche
familiari e servitù.
I resti di questa
civiltà sono stati rinvenuti a Catal youk, in Anatolia, e a Creta.
Una delle archeologhe più
importanti per questa ricerca è Maria Gimbutas.
Creta, proprio perchè
protetta dal mare, è stata l'ultima a cedere il passo al nuovo
ordine sociale. E' successo infatti che questa civiltà mutuale sia
stata messa in ginocchio intorno al 3000 a.C da una serie di eventi
concomitanti: da un lato una serie di fenomeni fisici, terremoti,
maremoti, che hanno prostato la gente, dall'altro la pressione ai
confini da parte di violenti popoli nomadi indoeuropei, che cercavano
nuovi territori di conquista. Il fatto che la civiltà fosse pacifica
e dunque non preparata al combattimento ha fatto si che si trovassero
indifesi e impreparati.
Questa civiltà a
carattere mutuale è caduta ed è stata sostituita da una civiltà a
carattere dominatore, che faceva della brutalità e della virilità
un valore. Si è così diffusa la società patriarcale e al culto
della Dea è stato sostituito il culto di un Dio, spesso violento o
capriccioso.
Con la sostituzione del
culto anche i miti sono stati modificati o meglio mistificati ad
arte, perchè la vecchia religione perdesse il suo fascino. Così gli
animali cari alla Dea e al suo culto, il serpente e il Toro, sono
stati associati al “male”, e la donna è stata sottomessa e
considerata “peccatrice”.
Da questo punto di vista
è rivelatrice la storia del peccato originale: Eva ha mangiato della
mela dell'albero del bene del male, su suggerimento del serpente,
incarnazione della Dea che la voleva libera e capace di
discernimento, ed elargiva a tutti i frutti dell'albero della vita.
Ma la libertà di pensiero e di discernimento nella nuova società
fortemente maschilista erano un pericolo per il mantenimento
dell'ordine precostituito, la donna doveva essere “piegata” e
così la donna è stata giudicata “colpevole” e “peccatrice”
da un Dio “Giudice”, molto comodo per il mantenimento del potere
da parte di una classe maschile violenta e dispotica.
Altre divinità fmminili
hanno perso il loro carattere “prodigo”, legato al tema della
fertilità, e sono diventate “guerriere”, come Diana - Artemide,
oppure relegate al ruolo di consorti dei nuovi dei più violenti e
capricciosi, ad es Zeus, che spesso le umiliavano tradendole quando
non addirittura stuprandole.
Anche nell'Antico
Testamento della Bibbia si trova un Dio feroce, che, quando gli ebrei
conquistavano un nuovo territorio, decretava la morte di migliaia di
innocenti, vecchi, bambini e donne che non fossero “vergini”.
Da allora ad oggi
l'evoluzione culturale della civiltà si è fermata, non ci sono
stati sostanziali cambiamenti.
Il potere spirituale,
ancora oggi, per molti territori ed in molte parti del mondo, è
legato ad un potere temporale maschilista e dispotico.
Molte analisi
sociologiche rivelano che il maschilismo, la violenza e il disprezzo
nei confronti delle donne vanno di pari passo con la bellicosità, e
che nei periodi in cui l'ideologia esalta le qualità più virili del
“maschio” generalmente aumentano i conflitti e le guerre, anche a
livello internazionale.
Di contro, i periodi
storici in cui le donne acquistano una maggiore libertà e ruolo
sociale, sono caratterizzati da un miglioramenteo generale del
benessere sociale.
A conclusione l'autrice
afferma che in questo preciso momento storico di risveglio delle
coscienze, in cui l'umanità rischia il collasso, sia per
l'insostenibilità della pressione dell'uomo sul pianeta Terra, sia
per l'escalation di violenza sia nella società che a livello
internazionale, anche a causa della potenza disruttiva della
tecnologia che è stata indirizzata solo al mantenimento del
potere ex quo e non per la diffusione del benessere, l'unica
possibilità è il ritorno ad una società ed una cultura che lei
definisce “ginoica”, in cui si recuperino i valori del femminile,
valori comunque rispettosi di un “maschile” complementare.
Per questo essa
considera il “femminismo” come quel movimento che in sé comprende
anche i valori del pacifismo, della giustizia sociale e
dell'ambientalismo in quanto intrinseci alla natura umana della
donna.
Secondo la Teoria del
Caos, di Prigogine e Marturana, i sistemi viventi autorganizzatisi
tendono generalmente a mantenere il loro equilibrio, ma ci sono
particolari momenti nel corso della storia in cui l'evoluzione può
essere imprevedibile. In questi momenti di instabilità generale un
attrattore può fungere da punto di nucleazione e modificare
completamente il corso della storia.
E' quello che è successo
migliaia di anni fa quando si è passati da una cultura pacifica
egualitaria ad una cultura bellicosa ed iniqua, è quello che
potrebbe succedere anche oggi, con un processo inverso, che potrebbe
garantire la nostra sopravvivenza nel Pianeta ed un periodo di futuro
benessere diffuso.
http://thebestofhabibi.com/4-vol-12-no-4-fall-1993/marija-gimbutas/